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Roma, Petrachi: “Su Pau Lopez ho sbagliato, non su altri. Che gran colpo Villar!”

Gianluca Petrachi, ex DS della Roma, è tornato a parlare del suo periodo in giallorosso, svelando alcuni retroscena e confermando che tornerebbe volentieri nella Capitale.

Davide Mordacchini

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Gianluca Petrachi

Gianluca Petrachi, ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Gold Tv, nella quale ha ampiamente parlato del suo trascorso in giallorosso: “Nonostante sia stato un periodo di breve è qualcosa che mi è rimasto dentro. Quando non si è preparati, anzi si è obbligati a lasciare una cosa fa sempre male. La parentesi romana mi ha insegnato tanto, mi ha fatto crescere. Cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno. Sono esperienze di vita, tornassi indietro rifarei alcune cose e altre no. Ho vissuto un anno intensissimo, sono arrivato con una situazione di tutti contro tutti: erano usciti Totti e De Rossi, la società era nei casini. Ero consapevole di ciò che stavo facendo e convinto di poter incidere. Se mi avessero supportato come nei primi sei mesi oggi parleremmo di un’altra storia. C’è il rammarico di non aver continuato un percorso molto importante che si stava facendo”.

Le scuse di Pallotta e Fonseca

“Pallotta ha fatto chiarezza su tutto, ha fatto anche nomi e cognomi. Nel mondo del calcio gli aspetti sentimentali di una persona vengono calpestati. Era stata attaccata anche la mia persona. Qualcuno in maniera strategica ha cercato ed è riuscito a buttarmi giù dal patibolo”.

Come mai nessuno le ha dato una mano a rientrare nella Roma?

“Ho fatto le mie supposizioni, resta il fatto che la mia figura è stata sostituita in parte. Tiago Pinto è una persona molto seria ma forse non è un vero ds. Probabilmente a Roma la figura di Petrachi non serviva, perché ci sono più persone che vorrebbero entrare nei meccanismi di scelta di calciatori, allenatori e della gestione. So che al figlio del presidente piace molto il calcio, quindi anche lui sta cercando di crescere per poter addentrarsi in questo tipo di sistema. Hanno fatto altri ragionamenti e potrebbero aver tralasciato la figura classica di un ds che si assume le proprie responsabilità, scegliendo una figura di rilievo diversa e affiancata magari dalla presidenza e da una rete nuova di scout che andranno a fare. La bontà del mio lavoro comunque credo sia emersa”.

L’acquisto di Pau Lopez

“Faccio una piccola premessa. Quando fai una rivoluzione come quella a Roma, dove ho ceduto 16-17 giocatori e ne ho presi altrettanti, è normale che qualcosa venga male. Credo che l’aspetto importante sia cercare di non sbagliare l’uomo più che il calciatore. A volte l’aspetto caratteriale diventa predominante. Pau Lopez nei primi sei mesi, prima dell’errore al derby, aveva dimostrato di avere delle qualità importanti. La sua qualità migliore era quella di impostare l’azione. Dopo il derby si è inceppato emotivamente: se tu non ne vieni fuori da solo diventa un dramma. Alisson sta rischiando la cessione al Liverpool, Klopp ha detto che non è più quello di prima. Capita anche ai migliori. Mi fa rabbia non poter parlare con Pau Lopez e dirgli di tirare fuori gli attributi, perché il calciatore deve avere anche quella personalità per uscire dai momenti difficili: se non ci riesce gli manca qualcosa per arrivare a un certo tipo di livello. Poi ci sono i vari Spinazzola, Mancini, Smalling, Veretout: tra tanti giocatori va bene anche sbagliarne uno. Ci metterei la firma per fare sempre questo tipo di mercato. Però è giusto contestarmi per questa scelta perché ho sbagliato”.

Cosa risponderebbe alla Roma nel caso la dovessero richiamare?

“Bisognerebbe capire chi vuole incidere. Ai dirigenti a cui ho sempre spiegato le mie operazioni, pur decidendo con la mia testa assieme al tecnico. Le condivisioni devono essere fatte con l’allenatore: con Fonseca tutte le operazioni sono state condivise. Sono rimasto in ottimi rapporti con lui: lo reputo un ottimo allenatore, anche se avrebbe avuto bisogno di tempo per crescere da un punto di vista caratteriale. Tatticamente è molto bravo, quando lo scelsi lo feci pure per le sue caratteristiche. Un ritorno a Roma? Non capita, ma se dovesse capitare sono un professionista, per di più nella capitale mi sono trovato bene”.

Durante la conferenza stampa di presentazione di Villar e Ibanez ha detto di non dare notizie in esclusiva a certi giornalisti. Questa cosa a Roma si paga… 

“L’ho pagata cara, è vero. Hai detto il Vangelo”.

Nessun romanista vuole vedere calciatori di un certo valore giocare come fecero col Sassuolo o addirittura non allenarsi al top. Ha mai avuto la sensazione che all’interno della Roma qualcuno conoscesse l’ambiente romano?

“Ho pagato anche determinati tipi di situazioni, forse un eccesso di istintività. Se potessi tornare indietro, in quello spogliatoio ci rientrerei mille volte perché conoscevo la mia squadra. Venti giorni fa ho mandato un messaggio a un procuratore, gli ho scritto che la Roma avrebbe perso col Parma. Caratterialmente la squadra aveva sempre bisogno di una motivazione. Il mister avrebbe avuto bisogno di un supporto, non perché non sia bravo ma perché serve un’unione tra due persone. Se tu agisci e qualcuno dice che il direttore ha tutti i giocatori contro è perché ti vogliono far morire. Se alle spalle avessi avuto una società forte ti posso garantire che sarebbe cambiato tutto. Invece alle spalle non ho avuto nessuno”.

La mentalità

“La mentalità si deve trasferire. Col Parma si doveva percepire l’insidia. Se tu non lo fai capire è difficile accendere la lampadina. Bisogna accenderla molto prima, altrimenti a gara in corso sei già scarico. Soprattutto in un ambiente come quello di Roma serve come il pane una persona che stia lì dentro e faccia il cagnaccio”.

Paulo Fonseca

“Credo che il mister abbia grande personalità, lo ha dimostrato in alcuni frangenti perché tratta tutti allo stesso modo. Credo che lui debba fare ancora uno step per quanto riguarda la lettura settimanale di ciò che accade perché a volte bisogna alzare i giri del motore per far comprendere alla squadra determinate cose. La verità sul fatto che non si vinca tanto con le grandi è figlia di questa cosa. La Roma contro le medio-piccole si comporta in un determinato modo, le attacca altissime e non le fa respirare. Quando incontra una big tende ad abbassarsi e su questa cosa mi ero anche confrontato col mister. Se la Roma si fosse comportata allo stesso modo anche con le grandi, credo che avrebbe potuto veramente puntare a obiettivi più importanti. Invece il baricentro si sposta di almeno 20-25 metri e la squadra va in difficoltà. Se tu rubi il pallone in posizioni avanzate con giocatori come Pedro, Mkhitaryan, Pellegrini, Dzeko o Veretout soffochi l’avversario e fai gol. Se subisci e ti porti via 60 metri di campo non sei nemmeno bravo a difendere perché hai giocatori prettamente offensivi e bravi nel fraseggio. Secondo me l’aspetto principale è questo: nelle partite che contano la Roma tende ad abbassarsi. Se il mister ha provato a cambiare questo aspetto e non è stato ascoltato, questo non so dirlo”.

Fonseca, Allegri e Sarri: dal punto di vista della potenzialità, qual è l’allenatore idoneo per questa Roma?

“Se la Roma facesse questo step in avanti non avrebbe problemi a sostituire l’allenatore. Credo che Fonseca sia un ottimo allenatore. D’altro canto Allegri e Sarri hanno vinto gli ultimi due scudetti, sono due certezze. Quale sarebbe il più adatto? Bisogna capire come si vuole giocare: Sarri ha fatto sempre la difesa a 4, dovresti reimpostare l’aspetto difensivo. Anche Allegri predilige la difesa a 4 nonostante abbia giocato a 3. È fondamentale capire su quali giocatori basarsi e in base a quello trovare l’allenatore funzionale”.

Le critiche dovute all’acquisto di Villar.

“Non guardo tanto i giornali per evitare di innervosirmi perché non ci sono critiche costruttive. Io non mi spavento, ho sempre fatto delle operazioni su giocatori sconosciuti, anche se a Roma era più difficile farlo. Quando dicevo che Villar poteva essere un futuro pilastro ci credevo e sapevo che a Fonseca sarebbe piaciuto tantissimo. Infatti anche il mister mi disse di prenderlo. Delle critiche me ne sono fregato: se non hai il coraggio di fare queste cose, diventi un direttore sportivo che si basa solo sui nomi. Io mi sono sempre basato sulle scommesse perché non potevo contare su tantissimi soldi”.

Qual è l’acquisto di cui va più fiero?

“Per come è arrivato Villar, era un perfetto sconosciuto. Non ci sono squadre che hanno fatto un’operazione come la mia, di solito quelli di categorie inferiori li girano in prestito. Villar ha una grande intelligenza, è riuscito a tenere botta alle pressioni di Roma, anche se da un certo punto di vista la mancanza di tifo un po’ ha falsato il campionato. Proprio in merito a questo io mi ero arrabbiato contro il Sassuolo: c’è gente che fa tanti sacrifici e viene in curva lo stesso, non potevo non far leva sui sacrifici che molti tifosi fanno per seguire la propria squadra. Se dopo 20′ stiamo sotto 3-0 e non ci stiamo capendo niente anche a me sale il sangue in testa. A volte serve uno scossone di quel tipo, mi sembrava la cosa giusta da fare in quel momento. L’ho fatto nel Pisa e nel Torino ma non è che Petrachi entra nello spogliatoio tutte le volte e toglie la parola all’allenatore. Non sia mai, l’allenatore è quello che gestisce determinate cose. Io non ho mai scavalcato nessuno, anche perché non sono entrato nell’aspetto tecnico”.

Come sono andate le cose con Conte?

“Su questo tema mi asterrei perché non credo sia giusto parlarne”.

Ha provato a portarlo a Roma?

“Con Conte siamo cresciuti insieme calcisticamente, in più era anche un allenatore disoccupato. Tutto poteva accadere”.

La sensazione è che a Roma servano persone come Conte

“Servono nei club a prescindere. Se la Roma non vince qualcosa di importante da tantissimi anni qualcosa dovrà domandarsi. Non si vince con le figurine, ma strutturando una società, cercando di far remare tutti dalla stessa parte. Bisogna essere dei cani affamati, altrimenti non si vince. La storia dice che Conte è stato determinante nella ricostruzione della Juventus”.

Mancini, Ibanez, Villar, Veretout, Pellegrini e Zaniolo. La Roma dovrà fare ancora delle plusvalenze per salvaguardare il bilancio?

“Se i Friedkin non mettono i soldi sì. Con i debiti regressi che c’erano bisogna fare plusvalenze a meno di una ricapitalizzazione. I nomi che tu hai citato sono vendibilissimi, il problema vero c’è quando non ci sono giocatori da vendere”.

Ritiene che facendo sette vittorie e un pareggio nelle ultime dieci partite si possa agguantare il quarto posto?

“Non sto più vedendo quell’unione di intenti che si era creata qualche tempo fa. È solo una mia sensazione, ma ho paura che si stia già pensando al prossimo futuro. Ora si mette in discussione l’allenatore, queste cose destabilizzano. Mi sembra che la squadra abbia perso delle certezze, ma mi auguro che la Roma faccia bene. Sarei il primo a esserne contento perché più la Roma farà bene, più c’è la bontà del lavoro del sottoscritto. Vedo la squadra in fase calante, spero di sbagliarmi e che continui a lottare fino in fondo per qualcosa di importante”.

Il suo futuro?

“Petrachi a breve ripartirà in maniera importante. Magari le strade si incroceranno più avanti, non voglio pensare che la storia sia finita”.

Petrachi difendeva la Roma e la romanità. Lo ha fatto anche durante il mercato, con un giocatore che si già era promesso all’Inter.

“Vorrei spezzare una lancia in favore di Dzeko, perché posso garantire che alla Roma ci ha sempre tenuto. Quando gli chiesi di rimanere il ragazzo lo ha fatto più che volentieri. A volte ha subìto anche delle critiche, ma ha patito tante cose nell’ultimo anno. È una persona molto sensibile, ma vi posso garantire che ci tiene troppo. Credo che abbia vissuto male un distacco dalla Roma che non è mai avvenuto. Ha dimostrato con i fatti di essere un ragazzo strepitoso e gli auguro di segnare a valanga perché se lo merita. Roma non è la succursale di nessuno”.

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Calciomercato Roma, Mkhitaryan può rinnovare fino al 2023

Il trequartista armeno Henrikh Mkhitaryan sta valutando la proposta della Roma di estendere il contratto di un ulteriore anno.

Davide Mordacchini

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Mkhitaryan, esterno d'attacco della Roma

Sembra vicino il rinnovo di contratto di Henrikh Mkhitaryan con la Roma. L’armeno, alla sua seconda stagione in giallorosso, sta valutando la proposta della società per un’estensione fino al 2023. Pare che questa volontà societaria sia già stata presentata al suo procuratore, Mino Raiola. Il calciatore è una delle pedine fondamentali della squadra e, dopo aver vinto e giocato in grandi squadre come Borussia Dortmund, Manchester United e Arsenal, ha ancora la voglia di dire la sua con la Roma.

Alto il gradimento dei tifosi

Il trequartista è anche molto amato dai tifosi per come gioca. Il numero 77 combatte come se fosse un giovane che si affaccia per la prima volta sui campi che contano. È un esempio di professionalità, un pilastro per la Roma anche negli spogliatoi. Henrikh Mkhitaryan in questo campionato ha già servito 9 assist, uno in meno di Jordan Veretout ed ad ha segnato 9 reti, un dato che lo rende il migliore della squadra giallorossa in Serie A. Purtroppo anche quest’anno gli infortuni non lo hanno lasciato in pace ma adesso è tornato per la partita più importante della stagione e per scrivere ancora pagine importanti in maglia romanista. Paulo Fonseca lo schiererà titolare contro l’Ajax. Un giocatore con la sua esperienza e qualità non può mancare.

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Calciomercato Roma, occhi puntati su Gouiri, il “nuovo Benzema”

Tiago Pinto sta valutando diversi giocatori per la prossima stagione e fra i molti nomi sembra essercene uno nuovo, quello di Amine Gouiri. L’attaccante del Nizza sta facendo molto bene in patria in questa stagione.

Davide Mordacchini

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Amine Gouiri

Il GM Tiago Pinto è sempre attento ai profili di giocatori giovani che non siano eccessivamente onerosi in termini di stipendio e un nome nuovo potrebbe fare proprio al caso dei giallorossi. La Roma avrebbe messo gli occhi su un giovane attaccante francese di origine algerina, Amine Gouiri. Il 21enne è attualmente di proprietà del Nizza che lo ha acquistato dal Lione dove non ha trovato spazio con l’ex allenatore dei giallorossi, Rudi Garcia. Il 1 ° luglio scorso è stato acquistato dalla società della Costa Azzurra per 7 milioni di euro più il 15% su una futura cessione. A detta del giocatore la scelta è stata logica: “Il Lione aveva una grande squadra con tanti titolari. Anche per questo ho scelto Nizza. Gioca bene a calcio ed è una squadra giovane, come me”. L’attaccante pare aver trovato proprio la sua dimensione con la squadra rossonera.

Buona la prima stagione da titolare

La stagione di Gouiri è partita con il botto con una doppietta contro il Lens nella prima giornata (vittoria per 2-1). Nell’anno solare 2021, è a 6 gol in 13 presenze in tutte le competizioni. E se guardiamo al suo record complessivo, è anche abbastanza buono con 16 gol in 38 partite in tutte le competizioni (4 in Europa League e 12 in Ligue 1). L’attaccante, che è nella top 10 dei migliori marcatori del campionato in questa stagione ha anche servito 6 assist. Risulta essere un calciatore completo e soprattutto totalmente all’altezza del suo primo anno da titolare in Ligue 1.

In patria lo paragonano a Benzema

Il 21enne per questo suo grande rendimento è già stato etichettato come il “nuovo Benzema”. Paragone che sembra aver già stancato Gouiri: “All’inizio, quando mi paragonavano a lui, ero molto felice, è comunque uno dei migliori attaccanti del mondo. Ma dopo un po ha cominciato a pesare. Penso che ognuno sia diverso, ognuno fa il proprio percorso. La gente diceva tutto il tempo “il nuovo Benzema, il nuovo Benzema”, è stato un po ‘noioso alla lunga, lo ammetto”. Il calciatore è sotto contratto con il Nizza fino al 2024 e il suo valore di mercato è pari a 27 milioni di € (20 in più rispetto a quando è stato acquistato nemmeno un anno fa) secondo il sito Trasfermarkt.

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Calciomercato Roma, interesse per Lingard del West Ham

Jesse Lingard sta stupendo tutti in Premier League e non è un caso che stia attirando l’interesse di molti club, non solo inglesi. La Roma monitora il giocatore già da tempo ma deve stare attenta alle altre pretendenti.

Davide Mordacchini

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Jesse Lingard

In poche settimane, Jesse Lingard è diventato uno dei migliori giocatori della Premier League. Otto gol e tre assist in nove partite con la maglia del West Ham. Numeri che gli hanno permesso di ritrovare la Nazionale e vedere la sua valutazione salire in modo importante in vista della finestra di trasferimento per questa estate. Stando a quanto riporta il Sun la Roma, l’Inter e l’Arsenal avrebbero messo gli occhi sul giocatore. Da quello che si legge pare che Tiago Pinto fosse già interessato a Lingard dai tempi in cui era dirigente del Benfica. Attualmente il giocatore è in prestito e tutto fa pensare che tornerà, almeno inizialmente, al Manchester United.

Un ventaglio di possibilità

Ci sono varie opzioni sul “tavolo” per il futuro del nazionale inglese. Tornare a vestire la maglia dei Red Devils, dove è sotto contratto fino al 2022. Un’opzione improbabile ad oggi, visto che il Man Utd vorrebbe far cassa. Potrebbe restare al West Ham che lo vorrebbe acquistare a titolo definitivo. Secondo quanto riporta ESPN, però, il calciatore vorrebbe giocare in Champions League e quindi gli Hammers dovrebbero assicurarsi un biglietto per la più prestigiosa delle competizioni europee. Attualmente la squadra londinese è quarta (anche grazie allo stesso Lingard) e potrebbe arrivare a partecipare alla prossima Champions.

Attenzione al PSG

Un’altra opzione, sempre secondo ESPN, vedrebbe il Paris Saint-Germain interessato al 28enne inglese. I dirigenti del club campione di Francia stanno monitorando attentamente la sua situazione in vista della finestra di mercato estiva. Se il giocatore dovesse rientrare a Manchester è facile immaginare che il suo acquisto sarà un’operazione accessibile, data la sua situazione contrattuale. Secondo il sito Transfermarkt il costo del cartellino del calciatore è pari a 15 milioni di €.

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Calciomercato Roma, Mayoral ha convinto. Riscatto vicino

La stagione dell’attaccante spagnolo Borja Mayoral, al di sopra delle aspettative, ha convinto la società giallorossa ad acquistarlo a titolo definitivo. A breve un incontro con il suo procuratore.

Davide Mordacchini

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Mayoral, Roma-Bologna

Il match-winner di ieri, Borja Mayoral sta facendo una grande stagione con la Roma. L’attaccante, ancora di proprietà del Real Madrid, è stato ceduto in prestito per due stagioni alla squadra allenata da Paulo Fonseca. L’operazione è senza dubbio andata molto bene per i giallorossi, considerando l’ottimo impatto dello spagnolo nella Capitale.

Un impatto importante con la Roma

Dopo i prestiti al Levante prima e al Wolfsburg poi sembra che Mayoral abbia trovato l’ambiente giusto per mostrare le sue qualità. La squadra lo ha aiutato ad inserirsi e adesso riesce a trovare il giusto spazio. I numeri sono tutti a suo favore: l’attaccante è stato protagonista di un quarto dei gol realizzati dalla Roma. Altro dato da non sottovalutare, il numero 21 è il capocannoniere dell’attuale Europa League con 7 gol e 3 assist ed è il capocannoniere della squadra con 14 gol (gli altri 7 in Serie A con 4 assist), davanti a Dzeko che ne ha siglati 10. Numeri che hanno convinto la Roma a pagare i 15 milioni di euro concordati con il Real Il Real Madrid per l’acquisto a titolo definitivo del calciatore.

Riscatto al termine della stagione

L’ accordo stipulato l’estate scorsa con il Real Madrid prevedeva che se la Roma avesse deciso di riscattare il calciatore non questo ma il prossimo la cifra sarebbe salita a 20 milioni di €, ed è evidente che ingaggiarlo ora è più conveniente. Secondo Calciomercato.com, la società giallorossa pagherà i 15 milioni pattuiti al termine della stagione in corso. Nei prossimi giorni è previsto un incontro con il procuratore di Mayoral per fare una bozza del futuro contratto definitivo con la Roma.

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Calciomercato Roma, anche l’Atletico Madrid su Belotti ma Milan avanti

Il nome di Andrea Belotti ha attirato l’interesse dell’Atletico Madrid. I colchoneros starebbero pensando a lui per l’attacco del prossimo anno, così come la Roma. I giallorossi rimangono alla finestra e monitorano il giocatore.

Davide Mordacchini

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Belotti, Torino

Non è un mistero che la Roma intenda rafforzare il suo reparto offensivo nella prossima stagione. Stando a quanto riporta Tuttosport i giallorossi starebbero pensando sempre ad Andrea Belotti, sul quale però ha messo gli occhi più di una squadra. L’ Atletico de Madrid di Diego Simeone sta pensando proprio a lui per l’attacco, soprattutto a causa delle carenze di gol evidenziate dall’assenza di Luis Suárez. La squadra spagnola sta mostrando i segni di una stagione lunga ed impegnativa, in particolr modo nella Liga, dove il Real insidia il primo posto a solo un punto di distanza. Il problema è soprattutto nella fase realizzativa ed è proprio lì che si dovrà intervenire.

Altre due squadre di Serie A sul calciatore

Il nome di Andrea Belotti resta sul taccuino del General Manager Tiago Pinto, come già scritto in un precedente articolo. Il capitano del Torino ha attualmente un contratto con i granata fino al 2022 e l’intenzione della società torinese è quella di rinnovarlo. Il “gallo” ha avuto impatto notevole al Toro e la sue prestazioni non sono passate inosservate solo in Serie A. In particolare su di lui, oltre a Roma e Atletico Madrid, ci sarebbero anche Milan e Napoli, che sarebbero disposti a dare battaglia ai colchoneros nella contesa dell’attaccante. In particolar modo i rossoneri sarebbero in vantaggio per l’acquisizione del giocatore, avendo già riscontrato il suo gradimento.

Interesse anche dalla Premier League

Anche Chelsea ed Everton hanno puntato il capitano del Toro. Ricordiamo che per acquistare l’attaccante tutte le squadre interessare dovranno essere disposte a investire non meno di 25 milioni di euro. Il presidente granata non si siederà ad ascoltare per una cifra inferiore.

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Calciomercato Roma, si valuta il profilo del difensore Vestergaard

Per rinforzare la difesa, uno dei reparti più falcidiati della stagione, la Roma pensa al centrale del Southampton, Jannik Vestergaard. Sul danese resta forte anche il Tottenham di Mourinho.

Davide Mordacchini

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Vestergaard

Sembra che la Roma abbia messo gli occhi Jannik Vestergaard, difensore centrale danese del Southampton. Il calciatore è arrivato in Premier League nel 2018 ed è sotto contratto fino al giugno del 2022. Nel corso di questa stagione si è rivelato uno degli uomini più importanti della squadra inglese. La duttilità del danese, può giocare in tutte le posizioni della difesa, ha attirato su di sé anche le attenzioni del Tottenham di Josè Mourinho, suo grande estimatore. Il centrale, da molti considerato come l’erede dell’ex Liverpool, Daniel Agger, è di piede mancino ma usa bene anche il piede destro.

Uno dei migliori del Southampton in questa stagione

Il giocatore è un vero gigante e la sua altezza (sfiora i due metri, 1 e 99 per la precisione) gli permette di essere molto efficace nel gioco aereo (3,6 duelli aerei vinti a partita e tre gol segnati). Il 28enne del Southampton è forte anche nei duelli individuali (ne vince 5,9 a partita) e non sembra essere male nemmeno nei passaggi lunghi per i compagni degli altri reparti (ha un’efficacia del 50% sulle palle lunghe).

Esperienza in Bundesliga

Il centrale ha giocato tanti anni in Germania prima di trasferirsi in Inghilterra. In passato ha vestito le maglie di Hoffenheim, Werder Brema e Borussia Mönchengladbach, dopo esser cresciuto in patria nel Brondby. Nel 2012 è stato molto vicino all’approdo all’Arsenal, allora allenato da Arsene Wenger ma la trattativa chiuse con un nulla di fatto. Attualmente il suo valore di mercato, secondo quanto riporta il sito Tranfermarkt è pari a 18 milioni di € ma il contratto in scadenza il prossimo anno potrebbe far scendere il prezzo del suo cartellino.

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Roma, Petrachi: “Orgoglioso dei miei acquisti. Ho dato tutto alla Roma”

Torna a parlare Gianluca Petrachi, ex direttore sportivo della Roma. Tanti temi affrontati, dai numerosi acquisti all’addio burrascoso.

Davide Mordacchini

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Gianluca Petrachi

L’ex direttore sportivo dei giallorossi Gianluca Petrachi sta rilasciando molte interviste ultimamente, nelle quali, com’è intuibile, l’argomento principale è la Roma. Nella giornata di ieri l’ex DS ha parlato a TuttoMercatoWeb. Qui di seguito uno stralcio delle sue parole.

Chi è il direttore sportivo per Gianluca Petrachi

“E’ il referente principale del Presidente. Deve fare i suoi interessi, in senso assoluto. Il ds si assume le responsabilità in virtù delle richieste della proprietà. Vuole i giovani? Vuole un progetto ambizioso? Vuole andare in Europa? Vuole una squadra matura e pronta subito per vincere un campionato? Alla base dell’inizio del percorso c’è questo: studi le esigenze della società e in base a questo metti a far fruttare le tue conoscenze”.

I giocatori che ha preso per la Roma

Uno di quelli che andranno con tutta probabilità all’Europeo è Leonardo Spinazzola. E’ un orgoglio che ci siano tanti ragazzi nel giro azzurro la prossima estate, compreso Gianluca Mancini. Tornando a Leonardo: vero che a bilancio risulta a tanto ma c’è stata plusvalenza con la Juventus. Il differenziale, nell’affare che ha portato da loro Luca Pellegrini, è di 7 milioni. Ecco, per 7 milioni ho portato Spinazzola alla Roma. E poi Jordan Veretout”.

Uno che anche dopo la fine della sua avventura a Roma, come abbiamo avuto modo di leggere, l’ha ringraziata.

Per 17 milioni più 2 di bonus ho portato a Roma il centrocampista attualmente più prolifico della Serie A e un ragazzo speciale”.

Dalla Spagna ha preso Villar. Cosa l’ha colpita?

La sua postura. Si posiziona sempre nel modo corretto per ricevere il pallone, come se glielo avessero insegnato da piccolo. La postura è fondamentale, apri o chiudi il corpo e sei pronto per la giocata. E’ una virtù incredibile ma è un fattore sul quale Fonseca lavora tanto. Vuole giro palla veloce ma con lo scarico del centrocampista. Se la postura è sbagliata, scarichi sempre indietro”.

Smalling e Mkhitaryan a zero posson essere definiti quasi due capolavori?

Henrikh come gol e assist anche in questa stagione è tra quelli col miglior rendimento. E Smalling, insieme a Mancini e Ibanez, a mio modesto avviso forma una delle migliori linee difensive del panorama internazionale”.

Pau Lopez, invece, come un rimpianto? La gara con l’Ajax, potrebbe essere un nuovo inizio.

Sfato un “luogo comune”. Diciamo che non l’ho pagato 30 milioni ma che è la cifra a bilancio. Di mezzo c’è stata la metà di Sanabria: l’ho pagato 18, che comunque sono sempre tanti. Non sono dispiaciuto di aver preso Lopez, è un buon portiere e con caratteristiche giuste, scelto anche per come gioca coi piedi condividendo la scelta con Fonseca e con Savorani. Solo che ha avuto come un black out e quando sei un portiere è dura rialzarti. Immagino come abbia sofferto: fa grandi parate, decisive, come ieri, e a volte perde la serenità nel giocare coi piedi che era la sua miglior virtù”.

Lei non è riuscito a decidere fino in fondo cosa fare della sua avventura alla Roma…

Credo che nella vita le separazioni consensuali siano quelle meno dolorose. Ognuno va per la propria strada, quando non c’è più amore finisce tutto. Solo che lì la separazione non è stata consensuale. La giusta causa non c’era e la giustizia l’ha dimostrato. Mi sono buttato a capo fitto in quel progetto, ho dato tutto e ci sono rimasto male. Ora però il tempo è passato, è stato galantuomo: la giustizia ha raccontato come sono andate le cose. E sono pronto, siamo pronti per un nuovo capitolo della nostra carriera”.

In Italia?

Non amo andare all’estero, amo il mio paese, la mia nazione. Sono legato al territorio e sono pronto, in Italia, a sposare un progetto ovunque. Certo, dire questo può precludermi delle strade ma credo che la qualità della vita sia fondamentale. E come si vive in Italia…“.

Le manca l’emozione della decisione?

Quell’entusiasmo è alla base del nostro mestiere. Quel coraggio, quello di prendere D’Ambrosio dalla C2, è gratificante, bellissimo. Il rapporto con tutta la squadra, col tecnico. Io sono uno molto di campo, mi confronto coi giocatori e intervengo anche. L’ho fatto con Ibanez a Roma, per esempio, che giocava tutto tacco e punta. Come può farlo un allenatore che vuol fare il direttore, il tecnico, scegliere gli acquisti, le cessioni? C’è una sola voce, invece ‘a ciascuno il suo’.

A differenza del suo ex Presidente James Pallotta. Negli ultimi tempi c’è stata una svolta.

“In parte lo giustifico. Pallotta ha commesso degli errori, affidandosi a persone sbagliate a distanza di tanti chilometri. E’ stato poco presente, doveva respirare l’umore della piazza ma vi confesso una cosa: avrebbe voluto restituire tutto coi risultati per poi ripartire. Voleva riprendere da lì, da quello che aveva tralasciato. Ci teneva particolarmente alla Roma ma così, a distanza, è tutto più difficile e spesso si sbagliano valutazioni e decisioni”.

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Calciomercato Roma, non solo i giallorossi su Andrea Belotti

Il nome di Andrea Belotti circola sempre in ottica romanista. Il centravanti del Toro sembra intenzionato a cambiare aria e su di lui ha messo gli occhi anche il Milan.

Davide Mordacchini

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Belotti, Torino

Si torna a parlare di mercato e del futuro centravanti della Roma. Non si tratta di un nome nuovo ma di un profilo già visionato negli anni e che potrebbe raccogliere le redini di Edin Dzeko. Autore di 11 gol e sei assist nelle 27 partite ufficiali che ha disputato in questa stagione, l’attaccante del Torino Andrea Belotti resta sempre un uomo mercato.

Il Toro propone il rinnovo ma il giocatore non è convinto

Il club di Urbano Cairo vorrebbe estendere il contratto del suo capitano oltre il 2022, ma il giocatore non sembra essere così convinto. A 28 anni da compiere “Il Gallo” si sente pronto per un progetto vincente, dove potrebbe lottare per qualcosa di importante. Al Toro sa di aver dato tutto e l’unico obiettivo che rimane è quello di portare la società granata alla salvezza in Serie A.

Non solo la Roma su Belotti

Consapevoli di questa situazioni, anche dalle parti di Milanello stanno sondando il terreno. Secondo il Corriere dello Sport, anche il Milan sarebbe felice di aprire le porte a un calciatore che ha già superato la barriera dei 100 gol con la sua attuale squadra (nello specifico, 103 reti in 219 partite). Per portarsi a casa i servigi dell’attaccante sia la Roma che il Milan dovranno essere disposti a investire non meno di 25 milioni di euro. Quel che sembra è che la dirigenza giallorossa non ha intenzione di entrare in nessuna asta per l’attaccante della Nazionale. Se dovesse sfumare Belotti la lista dei futuri numeri 9 è comunque.

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Calciomercato Roma, Kluivert dichiara amore al Lipsia

L’ex attaccante olandese Justin Kluivert, ora al Lipsia ma di proprietà della Roma, rilascia una lunga intervista nella quale parla del suo contratto, del trascorso in giallorosso e della sua attuale squadra.

Davide Mordacchini

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Justin Kluivert, attaccante della Roma

L’attaccante di proprietà della Roma ma ora in prestito al Lipsia, Justin Kluivert, ha rilasciato una lunga intervista al giornale online olandese AD.NL, dove ha parlato dei giallorossi, dell’Ajax e della sua situazione contrattuale.

Ajax-Roma sarebbe stata la sua partita

“Penso che sia un peccato che questa partita non si sia giocata l’anno scorso, perché mi sarebbe piaciuto giocare di nuovo contro l’Ajax. Anche se conosco entrambi i club, è molto difficile prevedere chi vincerà. L’Ajax può battere la Roma, ma anche il contrario. La condizione in campo sarà decisiva. Ad ogni modo, mi godrò lo spettacolo. Molto è cambiato all’Ajax. Sono curioso di sapere come si svilupperà la partita e come giocherà contro la Roma. Ho lavorato con Erik ten Hag nei miei ultimi sei mesi all’Ajax, abbiamo avuto un buon rapporto. Mi piaceva già allora ma ora dimostra di essere un allenatore di livello“.

Se fosse rimasto all’Ajax…

“Sono domande a cui nessuno, me compreso, può rispondere. A volte ho pensato: se fossi rimasto, magari avrei preso parte a quella bella stagione di Champions League. Mi ha fatto male anche l’eliminazione contro gli Spurs. Ma non sapremo mai come sarebbe andata a finire”.

La Roma

Anche gli infortuni giocano un ruolo. Li ho avuti durante il mio secondo anno a Roma, di più rispetto al mio primo anno. Alla fine spesso mi è stato permesso di giocare dall’inizio. Se non ho iniziato una volta, era una notizia e sembrava che non stessi giocando molto. Ma io non la pensavo così. Ho iniziato spesso da titolare e ho anche segnato. Tutto è cambiato dopo la pandemia. Ecco perché sono andato a Lipsia in prestito. Rimpianti? No assolutamente no. Nè del mio passaggio alla Roma, né di quello al Lipsia “.

Il Lipsia

Siamo 20 giocatori forti e ruotiamo tutti. È un modo di fare diverso rispetto all’Olanda. All’Ajax difficilmente cambia la formazione titolare. Qui gioca chi sta meglio e chi è utile per la partita secondo l’allenatore. L’allenatore sceglie i giocatori in base alle qualità specifiche di cui pensa di aver bisogno. Julian Nagelsmann è giovane e talentuoso. Studia la partita fin nei minimi dettagli. Non appena la gara inizia, sappiamo molto bene cosa fare e dove corrono i nostri compagni di squadra. Il nostro secondo posto è il risultato di tutta questa attenzione. Mi sento bene qui e mi piacerebbe restare, ma sappiamo tutti come funziona il mercato e il mio contratto di prestito non prevede opzioni per il riscatto“.

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Calciomercato Roma

Calciomercato Roma, Gravenberch il grande obiettivo

La Roma del futuro pensa ad innesti giovani ma con esperienza da poter inserire in pianta stabile nel giro di titolari. Il nome nuovo è quello del centrocampista olandese Gravenberch, avversario giovedì in Europa League.

Davide Mordacchini

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Gravenberch, Ajax

La Roma continua a lavorare sul mercato per la prossima stagione. Negli ultimi anni i giallorossi hanno scommesso su un buon numero di giocatori relativamente giovani e promettenti, come Roger Ibanez, Gonzalo Villar, Borja Mayoral e Bryan Reynolds. Ora, un altro nome è spuntato fuori in ottica romanista come possibile acquisto futuro.

Giovane talento dell’Ajax

Si tratta Ryan Gravenberch. calciatore classe 2002 con un grande capacità fisica e buona gestione della palla. Il promettente giocatore dell’Ajax ha appena 18 anni ma sta avendo l’opportunità di consolidarsi nella prima squadra di Amsterdam. Con un totale di 37 partite giocate in questa stagione nelle quali ha segnato 4 gol e fornito 6 assist, il calciatore rappresentato da Mino Raiola ha saputo sfruttare il “vuoto” lasciato da Frenkie de Jong e Donnie van de Beek nelle ultime estati per imporsi con i lancieri.

Un paragone importante

Considerando anche la sua grande fisicità (è alto 1 metro e 90), il giocatore è stato spesso confrontato con Paul Pogba. Sarà forse anche per questo che proprio la Juventus, ma non solo, ha messo gli occhi sul giocatore olandese ma di origini surinamesi. In passato il centrocampista è stato seguito anche dalla Lazio. L’altro grande club, oltre i bianconeri, interessato a Gravenberch è il Real Madrid. La concorrenza è spietata e il calciatore viene attualmente valutato più di 28 milioni di €. Si dice che non ne basteranno 40. La Roma avrà l’occasione di visionarlo direttamente giovedì nell’impegno di Europa League proprio contro l’Ajax. Chissà che magari il centrocampista non rimanga affascinato dai colori giallorossi…

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In Diretta con Roma Time di Andrea Felici

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