Roma, Kluivert: “Vorrei vincere con la Roma, ora sono migliorato anche in difesa”

Justin Kluivert è il futuro della Roma e, nonostante sia finito nell'occhio del ciclone, le sue qualità sono enormi. La Roma punta tantissimo sul talento del giovane funambolo olandese, così come Fonseca che lo sta facendo crescere esponenzialmente.

Intervistato da DAZN, Justin Kluivert ha parlato delle sue stagioni con la casacca giallorossa e del suo passato in Olanda. L’intervista, però, non è stata incentrata solamente sul presente dell’attaccante ma anche sul passato, sul rapporto con il padre e su una vicenda che lo ha toccato particolarmente, quella di Nouri suo ex compagno ai tempi dell’Ajax.

Il debutto con l’Ajax è stato un sogno. Era ciò che sognavo fin da bambino e per il quale ho sudato e faticato moltissimo. Sono contento di aver fatto il mio esordio nel calcio dei grandi nella stessa squadra di mio padre, lui è il mio idolo dentro e fuori dal campo. Molti pensano che io, così come mio fratello, sia qui grazie a mio padre, ma ho sempre risposto giocando al calcio. Da papà ho imparato alcune giocate anche se poi siamo giocatori diversi. L’estero? E’ molto difficile ambientarsi ad un paese nuovo, ad una lingua nuova e ad una realtà nuova. Molti pensano che sia tutto semplice ma non è così, basta guardare De Ligt, è normale che ci sia bisogno di un periodo di adattamento perché andarsene da un posto dove hai vissuto per 10 anni è complicato per tutti. Sono contento di vedere che molti dei giocatori con cui ho giocato nelle giovanili adesso siano in grandi squadre, vuol dire che abbiamo lavorato bene. Sono cresciuto molto in questi due anni. Con Fonseca sono migliorato anche in fase difensiva, prima ero terribile. Nouri? E’ una storia che non si può comprendere se non la si vive da dentro, era un signore. Posso dirvi che sono contento di avergli dedicato quel gol perchè sono stato il calciatore più giovane a segnare in Champions con la maglia della Roma. Spero di poter vincere con questa maglia, magari la Champions come ha fatto papà”.

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Intervistato da DAZN, Justin Kluivert ha parlato delle sue stagioni con la casacca giallorossa e del suo passato in Olanda. L’intervista, però, non è stata incentrata solamente sul presente dell’attaccante ma anche sul passato, sul rapporto con il padre e su una vicenda che lo ha toccato particolarmente, quella di Nouri suo ex compagno ai tempi dell’Ajax.

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Il debutto con l’Ajax è stato un sogno. Era ciò che sognavo fin da bambino e per il quale ho sudato e faticato moltissimo. Sono contento di aver fatto il mio esordio nel calcio dei grandi nella stessa squadra di mio padre, lui è il mio idolo dentro e fuori dal campo. Molti pensano che io, così come mio fratello, sia qui grazie a mio padre, ma ho sempre risposto giocando al calcio. Da papà ho imparato alcune giocate anche se poi siamo giocatori diversi. L’estero? E’ molto difficile ambientarsi ad un paese nuovo, ad una lingua nuova e ad una realtà nuova. Molti pensano che sia tutto semplice ma non è così, basta guardare De Ligt, è normale che ci sia bisogno di un periodo di adattamento perché andarsene da un posto dove hai vissuto per 10 anni è complicato per tutti. Sono contento di vedere che molti dei giocatori con cui ho giocato nelle giovanili adesso siano in grandi squadre, vuol dire che abbiamo lavorato bene. Sono cresciuto molto in questi due anni. Con Fonseca sono migliorato anche in fase difensiva, prima ero terribile. Nouri? E’ una storia che non si può comprendere se non la si vive da dentro, era un signore. Posso dirvi che sono contento di avergli dedicato quel gol perchè sono stato il calciatore più giovane a segnare in Champions con la maglia della Roma. Spero di poter vincere con questa maglia, magari la Champions come ha fatto papà”.

Intervistato da DAZN, Justin Kluivert ha parlato delle sue stagioni con la casacca giallorossa e del suo passato in Olanda. L’intervista, però, non è stata incentrata solamente sul presente dell’attaccante ma anche sul passato, sul rapporto con il padre e su una vicenda che lo ha toccato particolarmente, quella di Nouri suo ex compagno ai tempi dell’Ajax.

Il debutto con l’Ajax è stato un sogno. Era ciò che sognavo fin da bambino e per il quale ho sudato e faticato moltissimo. Sono contento di aver fatto il mio esordio nel calcio dei grandi nella stessa squadra di mio padre, lui è il mio idolo dentro e fuori dal campo. Molti pensano che io, così come mio fratello, sia qui grazie a mio padre, ma ho sempre risposto giocando al calcio. Da papà ho imparato alcune giocate anche se poi siamo giocatori diversi. L’estero? E’ molto difficile ambientarsi ad un paese nuovo, ad una lingua nuova e ad una realtà nuova. Molti pensano che sia tutto semplice ma non è così, basta guardare De Ligt, è normale che ci sia bisogno di un periodo di adattamento perché andarsene da un posto dove hai vissuto per 10 anni è complicato per tutti. Sono contento di vedere che molti dei giocatori con cui ho giocato nelle giovanili adesso siano in grandi squadre, vuol dire che abbiamo lavorato bene. Sono cresciuto molto in questi due anni. Con Fonseca sono migliorato anche in fase difensiva, prima ero terribile. Nouri? E’ una storia che non si può comprendere se non la si vive da dentro, era un signore. Posso dirvi che sono contento di avergli dedicato quel gol perchè sono stato il calciatore più giovane a segnare in Champions con la maglia della Roma. Spero di poter vincere con questa maglia, magari la Champions come ha fatto papà”.

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