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Roma, si (ri)parte dalla Juventus: per Dzeko è ritorno al futuro

Edin Dzeko, attaccante della Roma
Edin Dzeko, attaccante della Roma

Quando arrivò era agosto, la metà di agosto, il mese capitolino più caldo che possa esserci. Quando si inizia a fare il conto alla rovescia per tornare a lavoro ma allo stesso tempo si pensa già al prossimo campionato. La Roma Roma cinque anni fa avevano accolto il centravanti bosniaco in un modo che, forse, neanche nel 2000 quando Batistuta si presentò all’Olimpico per scucire lo Scudetto ai rivali di sempre. Edin era diventato l’uomo della provvidenza, il 9 che mancava da anni, il grande colpo dell’era Pallotta e il capolavoro di mercato del direttore sportivo più bistratto e rimpianto di sempre, Walter Sabatini. La Roma aveva messo a segno un colpo da capogiro. I tifosi sognavano, e purtroppo sognano ancora, il tricolore che adesso è sempre più un miraggio.

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La favola di Dzeko in giallorosso inizia con l’esordio a Verona e poi con gol di testa alla Juventus. La Sud in quell’occasione rimase in silenzio fino ai gol di Pjanic e al suo capolavoro tecnico e fisico. Poi, però, la gioia di poter battere la Juventus prese il sopravvento. Troppi particolari si ripetono in questo inizio di stagione: il calendario delle prime due gare, l’assenza dei tifosi in Sud e il rapporto teso fra il tecnico e la squadra. Ritorno al futuro, però, non basta più. Dzeko deve essere il pilastro del nuovo corso perchè ha detto “di essere romanista da sempre” e perchè mai come a Roma è stato così importante. Le tensioni con Fonseca, se davvero ci sono state, e sembrerebbe proprio di sì, dovranno essere messe da parte. Il futuro bisogna costruirlo e l’importante è che non sia come quello del primo gol di Dzeko in maglia giallorossa.

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