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Super League, la Roma avrebbe già comunicato all’UEFA il no al torneo

Dan Friedkin, proprietario della Roma
Dan Friedkin, nuovo presidente della Roma

La notizia del giorno è senza dubbio l’ufficialità della nascita di una nuova competizione europea di calcio, la Super League. Si tratterebbe di un campionato europeo annuale per 20 squadre di club, al quale partecipano di diritto 15 squadre, i cosiddetti club fondatori e le restanti 5 in base al piazzamento nel campionato precedente. Al momento i club fondatori sono 12 ( Liverpool, Manchester City, Chelsea, Arsenal, Tottenham, Manchester United, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Juventus, Inter e Milan). A questi si aggiungeranno altre 3 squadre.

La formula della Super League

Il torneo si svolgerà seguendo la seguente formula: 2 gironi da 10 squadre con andata e ritorno. Di conseguenza ci sarà una fase a eliminazione diretta tra le prime tre classificate di ciascun girone e un playoff fra le quarte e le quinte dei due gironi. Al termine dei playoff ci sarebbe un’altra una fase a eliminazione diretta fra le otto squadre, con quarti di finale, semifinali e una finale in gara secca da disputarsi a Maggio. Uefa e Fifa si sono scagliate contro i club che hanno ideato la Super League. Le minacce degli organi che controllano il calcio sono pesanti: estromissioni per i rispettivi campionati, per competizioni europee e l’esclusione dei tesserati per i prossimi Europei e Mondiali. Insomma, un vero e proprio terremoto.

Pecunia non olet

È abbastanza lampante il motivo per cui è stato ideato questo torneo elitario ed è economico. Verranno distribuiti 3,5 miliardi di euro come finanziamento ai 15 club fondatori. Cifre importanti che fanno aumentare notevolmente i profitti delle squadre partecipanti alla Super League. Chi ne perde, però, è il Calcio. La storia dello sport più bello del mondo ci ha anche insegnato che non sempre la più forte batte la più debole. È raro, si, ma è capitato il caso in cui “l’impronosticabile” vince. Ecco, con la Super League questo non potrà mai avvenire.

Uno sfogo puntuale

Mi permetto di riportare qui lo sfogo del grande giornalista sportivo Paolo Condò: “Considerata la quantità di denaro fiabesca che è stata promessa agli scissionisti, sotto forma di bonus all’ingresso e poi di premi annuali, la piramide del calcio mondiale, già oggi molto ripida, diventerebbe una parete verticale senza appigli. Niente più Atalanta, per dire dell’esempio più vicino (due qualificazioni consecutive alla fase a eliminazione diretta della Champions), ma nemmeno Roma, Lazio, Napoli. Oppure Ajax, Porto, Marsiglia, Psv, Benfica: tutti club che la coppa con le grandi orecchie l’hanno vinta, alcuni più volte. […] Se già i denari della semplice Champions hanno favorito le lunghe dominazioni (Juve, Bayern, Psg), quale competizione potrebbe mai esserci fra chi si porta a casa 300 milioni all’anno e chi 30?“.

In tutto ciò la Roma?

La Roma resta alla finestra nell’attesa di capire cosa accadrà alle squadre che parteciperanno alla Super League (in quel caso giocherebbe in Champions League) Stando a quanto riportato da Radio Radio i giallorossi (una delle società papabili per essere inserita tra i restanti 3 club fondatori o tra le squadre invitate) avrebbero comunicato alla UEFA di non voler prendere parte alla nuova competizione.

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