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Roma, Ibañez: “Aspetto la chiamata dell’Italia, Mourinho un maestro”

Le parole del centrale difensivo in esclusiva per Il Corriere dello Sport

Le parole di Ibañez a Il Corriere dello Sport

Roger Ibañez è tra le sorprese della nuova Roma di Mourinho. Il centrale difensivo brasiliano sta avendo una grande continuità di rendimento. e in queste prime giornate ha anche trovato la soddisfazione del suo primo gol in Serie A con la maglia giallorossa, arrivato però nella dolorosa sconfitta per 3-2 nel derby contro la Lazio. Il difensore classe 98, che dopo l’ottimo campionato scorso va in cerca quest’anno della consacrazione definitiva, ha concesso un’intervista in esclusiva a Il Corriere dello Sport.

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Ibañez, a Il Corriere dello Sport, ha toccato soprattutto l’argomento nazionale. Il difensore brasiliano di origini uruguaiane, che non ha mai giocato con il Brasile fatta eccezione per alcune presenze con la maglia della nazionale under 23, non direbbe di no ad una chiamata da parte della selezione azzurra di Roberto Mancini: “Mourinho sapeva quanto io tenessi all’Olimpiade con il Brasile, ma mi consigliò di non andarci. Sarebbe stato bello anche perché un’occasione del genere non capita tutti i giorni. Sono brasiliano e mi piacerebbe giocare nel Brasile, ma ho tre passaporti (tra cui quello italiano) e sono disposto a valutare le eventuali chiamate che potrebbero arrivarmi. L’Italia? Mi farebbe piacere una chiamata di Mancini, in più in azzurro c’è anche il mio amico Toloi“.

Gli insegnamenti di Mourinho

Roger Ibañez, difensore della Roma

Ibañez, anche a causa dell’infortunio di Smalling, partirà quasi certamente titolare nel big match di domenica contro la Juventus: “Mi dispiace per Smalling, è un grandissimo difensore da cui ho imparato tantissimo. Io però mi sono sempre fatto trovare pronto. In estate nessuno mi considerava un titolare, e invece ora sto riuscendo a ritagliarmi il mio spazio“. Il merito di ciò è anche di José Mourinho: “Mi ha insegnato tantissimo. Il primo giorno mi spiegò subito cosa gli piaceva e cosa invece no. Non credo però di aver cambiato più di tanto il mio modo di giocare“.

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Il centrale ha poi parlato del rendimento del reparto difensivo della squadra, che per ora ha subito qualche gol di troppo: “Ci alleniamo tantissimo per cercare di risolvere la cosa. È un problema che riguarda però tutta la squadra, non soltanto la difesa“.

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