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Atalanta Roma, gara della vita: senza i 3 punti tutto può tornare in discussione

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Non sarà certo facile giocarsela contro l’Atalanta di Gasperini. Scontro diretto per un posto all’Europa che conta, Champions League che adesso più che mai sembra lontanissima anche se i punti sono questi e la squadra di Fonseca deve provare ad uscire dal tunnel oscuro in cui si è imbattuta in questo maledetto 2020 che tira le somme, inevitabilmente, e porta la Roma all’ennesimo difetto di stagione. Fonseca lo ha detto, bisogna vincere, bisogna provarci. Nulla conta adesso oltre il campo, nemmeno le parole del Direttore Sportivo Petrachi che, nella conferenza stampa di presentazione dei 3 nuovi gioielli giallorossi (Villar, Ibanez e Carles Perez) ci ha tenuto a mettere i puntini sulle I contro giornali e giornalisti, contro le voci delle ultime settimane.

Roma, il problema è Petrachi? Il dito è puntato

Voci che parlano di un dirigente troppo coinvolto con la squadra, comunicatore fuori le righe anche quando a parlare di schemi e tatticismi dovrebbe occuparsene il solo Fonseca. Nulla di più falso ha detto il caro Petrachi ribadendo anche: “Devo fare dei chiarimenti su alcune cose che si sentono da alcune settimane, ci tenevo a parlarne per evitare che si scrivano cavolate e, se non si ferma l’emorragia, poi passano per vere. Non amo le calunnie e le falsità che ogni tanto escono sui giornali o sui media, sono da vigliacchi, perché poi bisogna confrontarsi e dire le cose come stanno. Forse per molti di voi sarò una persona scomoda perché non faccio comunelle o perché non rispondo ai vostri messaggi da questa estate, ma la mia schiena è sempre dritta. Oggi sono la persona che volete attaccare, non ho problemi e cercherò di non uscirne spappolato, vado avanti per la mia strada cercando di fare il bene della Roma, perché questo è il mio obiettivo”.

Gianluca Petrachi
Gianluca Petrachi, dirigente della Roma

Roma, il derby ha spezzato la testa e le idee

Non uscirne spappolato, dice Gianluca Petrachi, ed è il termine che forse può descrivere meglio la condizione della squadra giallorossa di Fonseca in questo momento. Ecco perché l’Atalanta non solo può essere il buon trampolino di lancio per tornare ad essere grandi, ma anche in termini di classifica riagguantare la quarta posizione darebbe lo slancio mentale giusto per provare a riprendere dove si era lasciato a dicembre 2019. Come quando si arrivò al derby, l’ultimo giocato contro i cugini, quello che sfacciatamente ha dato troppo poco ad una Roma brava a mettere sotto i potenziali campioni d’Italia (almeno così dicono) senza fargli capire nulla e per tutti i 90 minuti.

Una Roma che entrò in campo per fare gioco e vincere ma che nessuno si sarebbe mai aspettato potesse anche essere brava ad azzerare completamente il bel gioco che quelli li sviluppano in mezzo al campo. Una distrazione fatale che ha crinato la gara, penalizzando la Roma ad un risultato assolutamente ingiusto e non in grado di definire un derby ampiamente vinto dalla squadra giallorossa, almeno confrontando numeri e statistiche. Ma i punti, quelli contano e adesso la Roma deve tornare a cumularli in classifica, perché il rischio diventa troppo grosso e questo, Fonseca, Dzeko e tutti gli altri, proprio non possono permetterselo. La Roma deve vincere, questo è sicuro.

Atalanta-Roma, la sfida che può condizionare il mercato

Si gioca per vincere, lo dicevamo. L’errore più grosso, nonostante le enormi difficoltà di andare a giocare su un campo che oggi sembra impossibile da espugnare, sarebbe proprio mollare il primo obiettivo stagionale della Roma. La qualificazione in Champions League è determinante e può condizionare il futuro. Con il cambio societario in atto, con Friedkin che potrebbe sedersi molto presto sul nuovo trono romanista, salutando James Pallotta (reo di non aver portato trofei in 9 anni di gestione giallorossa), la qualificazione all’Europa che conta sicuramente potrà determinare il prossimo mercato. Non centrarla, una disdetta assoluta. Una piazza che reclama campioni, anche affermati, sperando sempre che i nostri gioielli e tutti quelli che verranno si rivelino poi grandi Top Player del futuro, ma la tifoseria romanista adesso vuole esperienza, fama e notorietà.

Carles Perez
Carles Perez, nuovo giocatore della Roma

Un campione di altri tempi che possa indossare la maglia giallorossa, per far tornare a pensare e a sognare obiettivi ancor più importanti, come l’Inter di Conte, tanto per fare un esempio. Ed ecco che se l’Europa non fosse centrata si potrebbe tornare a mettere in discussione il futuro di tanti giocatori, oggi importanti, come Edin Dzeko, che nonostante la sua veneranda età non ha certo finito di avere estimatori in Europa; o come Cengiz Under, come Justin Kluivert, come Lorenzo Pellegrini, e quest’ultimo fa tremare. Al contrario, arrivare in Champions potrebbe dare linfa fondamentale alle ambizioni della nuova società americana che un mercato importante, tra le altre cose, già lo ha promesso. Vincere, insomma, e bisogna tornare a farlo proprio contro l’Atalanta.

L’Atalanta fa paura? Fonseca ci crede

Paulo Fonseca in conferenza lo ha detto chiaramente: “Domani non sarà semplice. Loro sono una squadra molto aggressiva ed abile in fase difensiva. Hanno dei grandi giocatori ed un bravo allenatore, è una delle partite più difficili della stagione”. Dopo una prima panoramica sul match, l’allenatore portoghese si è soffermato sulla tattica: “In questo momento difficile tutto viene messo in dubbio, ed è normale che sia così. Noi non dobbiamo però cambiare la nostra idea di gioco, altrimenti rinunceremmo anche a quanto di buono abbiamo fatto fino ad ora. Per entrare nel dettaglio posso dirvi che Mancini potrebbe essere nuovamente spostato in mezzo al campo. L’ultima volta ha fatto bene e anche domani credo che potrebbe giocarsi le proprie carte”.

Paulo Fonseca
Paulo Fonseca, tecnico della Roma

E i dubbi di formazione non riguarderebbero il solo Mancini: “Non posso dirvi tutta la formazione, ma Bruno Peres dovrebbe giocare, ci sono buone possibilità. Under e Kluivert non stanno giocando bene ultimamente, come tutta la squadra. Non è solo colpa loro ma naturalmente, essendo giovani, per loro è ancora più difficile imporsi in certi momenti, serve esperienza. Non so se domani giocheranno, devo ancora decidere”. Le ultime indiscrezioni parlano anche dell’esordio dal primo minuto di Carles Perez, il calciatore arrivato da Barcellona e, quindi, da una piazza che chiama meraviglie, quelle che i tifosi giallorossi vorrebbero vedere da lui sul campo. Tutti ce lo aspettiamo, questo è sicuro.

Fonseca, Petrachi, crisi nera, mercato e Champions League. Ecco quanto è importante Atalanta-Roma. Forza ragazzi!

Roma, adesso sono tutti in discussione

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Fonseca, Fienga e Petrachi sembra abbiano perso le redini della squadra ma avrebbero già mosso i primi passi per farla tornare in carreggiata. La sconfitta, anzi, l’ennesima figuraccia contro il Bologna ha fatto scattare l’allarme in casa Roma, il 2020 non è iniziato come tutti si sarebbero aspettati e, adesso, sono tutti in discussione.

Nei momenti immediatamente successivi al triplice fischio finale della partita contro il Bologna, il CEO Fienga, insieme a Petrachi e Fonseca, secondo la Gazzetta dello Sport, avrebbero parlato alla squadra con toni duri che non lascerebbero spazio ad interpretazioni. La Roma, secondo lo staff dirigenziale, non può permettersi di compiere questo tipo di figuracce per le quali non possono certamente esserci attenuanti. Infortuni, assenze, arbitraggi dubbi, secondo Fienga e Petrachi non possono e non devono essere una scusante per questo tipo di prestazioni. Il discorso dei vertici dirigenziali romanisti, con il quale sembra essere d’accordo anche mister Fonseca, è semplice: non ci sono alibi, bisogna tornare a correre e giocare a calcio, cosa che la Roma ha dimostrato di saper fare.

Tutti in discussione: dall’allenatore alla squadra perché contro l‘Atalanta la Roma deve riprendere il campionato dove lo aveva lasciato alla fine del 2019. Fonseca starebbe valutando anche un cambio di modulo per aiutare la squadra a giocare in maniera più sicura visto che, secondo l’allenatore, la causa principale di questa crisi sarebbe la scarsa tranquillità con cui l’11 titolare è sceso in campo fino ad ora. La Roma si gioca tutto in 90 minuti.

Roma, Petrachi sul banco degli accusati: si guarda al sostituto

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La Roma non sta raccogliendo quanto sperato. Un 2020 da zero in pagella, partendo dalla sfida interna contro il Torino finendo poi alla disfatta di venerdì scorso, sempre all’Olimpico, contro il Bologna di Sinisa Mihajlovic e se poi si guarda un pò indietro ci si ritrova a fare i conti con quell’emblematico Sassuolo-Roma che ancora non porta risposte adeguate.

Le stesse che dalle parti di Trigoria si proverebbe a formulare, interrogando i fatti, la squadra e gli uomini di questa stagione ora solo da salvare. Fonseca il responsabile, lo ha detto anche il portoghese, ma non si può certo puntare il dito solo all’allenatore, colpevole (si fa per dire) di aver portato nella Capitale giallorossa anche un nuovo modo di fare calcio, da tutti apprezzato almeno fino a dicembre 2019.

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Roma, la disfatta passa per Petrachi?

Uomini, e di questo si parla. Congedade le possibilità di un ritiro che potesse portare nuova serenità, le figure dirigenziali starebbero guardando in casa, cercando i responsabili di questa stagione e nell’occhio del ciclone ci sarebbe finito anche il diesse giallorosso, ex Torino, Gianluca Petrachi. Si perché gli viene discussa, si legge attraverso le righe di calciomercato.it, la mala gestione dello spogliatoio, invitato già dal tecnico portoghese a non concedersi irruzioni di spogliatoio, per non agitare gli animi probabilmente. Lo si accusa, poi, di un mercato (quello di gennaio) al di sotto delle aspettative e lo scontro è sempre con Paulo Fonseca.

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Roma, manca esperienza

Uomini d’esperienza aveva chiesto il portoghese: con Florenzi che salutava, e lui d’esperienza ne ha da vendere nonostante lo scivolone di Valencia, l’allenatore romanista chiedeva uomini di maggiore esperienza, sopratutto in attacco e invece l’inspiegabile nuova conferma per l’enigmatico Kalinic e una campagna acquisti condotta e mirata esclusivamente ad interpreti più del futuro che dello sconcertante presente hanno fatto rivalutare la posizione dello stesso Petrachi all’interno della famiglia Roma.

Gianluca Petrachi
Gianluca Petrachi, Direttore Sportivo della Roma

Una famiglia adesso con le ossa rotta che cerca nuova cura (i tifosi ci sperano) e che, con l’addio ormai preannunciato di James Pallotta e l’arrivo di una nuova cordata americana, potrebbe anche decidere di chiudere con grande anticipo l’avventura giallorossa del dirigente ex Toro. Si guarda altrove, almeno così dicono, e si vagliano nuovi protagonisti di mercato: da Faggiano, che tanto bene sta facendo a Parma, ad Andrea Berta dall’Atletico Madrid del Cholo Simeone fino alla più clamorosa e, oseremmo dire, prepotente alternativa rappresentata niente popo di meno che (direbbe un altro romano verace come Mario Riva, come dimenticarlo) da Fabio Paratici, il cui lavoro nella Juventus non ha certo bisogno di presentazioni. La Roma fa le prove, il cambiamento inizia adesso? (Footballnews24.it)

Roma, Fonseca si prende la colpa: “Io sono il responsabile maggiore”

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E’ un problema di testa”. Sono state queste le prime parole usate dal portoghese per cercare di analizzare i problemi che da inizio 2020 affliggono la Roma. Fonsecacome ha confessato nelle dichiarazione post gara, aveva chiesto coraggio e tranquillità durante tutti i 90 minuti in cui la sua Roma sarebbe scesa in campo. Questo atteggiamento non c’è stato la squadra “ ha accusato la sconfitta contro il Sassuolo e non ha giocato tranquilla, è scesa in campo molto nervosa”. Cosa che non ha permesso ai giallorossi di affrontare la gara nella maniera giusta.

Nessun problema tattico o tecnico, quindi, solo poca lucidità e poca tranquillità. Fonseca, come ogni buon padre di famiglia, capisce che il momento è complicato e che forse è meglio proteggere i giocatori senza iniziare a sparare a zero sulla squadra:” Sono il responsabile principale di quanto visto contro il Bologna, ora bisogna lavorare per trovare una soluzione che ci faccia uscire da questo momento negativo. Bisogna tornare a giocare con serenità e con coraggio, cosa che abbiamo sempre fatto in questo campionato”. La Roma adesso deve ripartire perché la sfida contro l’Atalanta ha già il sapore di una gara da dentro o fuori e il campionato non aspetta più.

Roma, Kolarov : “Ora si devono vedere gli uomini”

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Le parole di Fonseca e Kolarov sembrano dette dalla stessa persona perché i concetti, i contenuti e i termini, se sono gli stessi, si somigliano. Il serbo, seguendo le orme del proprio allenatore, ha cercato di difendere i propri compagni presentandosi davanti ai microfoni dei giornalisti per analizzare la sconfitta. Le pecche e i difetti di questa Roma sono talmente evidenti che non si posso nascondere. Kolarov è d’accordo con Fonseca: “Il problema è nella testa e per risolverlo bisogna lavorare”.

Nel calcio, ma nello specifico, nella storia della Roma succede spesso che si arrivi ad un punto in cui non si può far altro che reagire e comportarsi da uomini. Questo è il richiamo principale del difensore serbo che, se si riprendono anche le parole di Dzeko dopo Reggio Emilia, può e deve far riflettere. L’invito a tirare fuori gli attributi è arrivato anche dalla Curva Sud, stufa di partite in cui è lampante la scarsa concentrazione della squadra. La Roma deve lavorare e gli uomini di maggior esperienza, come Kolarov, devono mostrare la strada ai ragazzi più giovani.

ROMA-BOLOGNA 2-3, seconda sconfitta consecutiva per Fonseca in campionato

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Continua il momento buio della Roma. Sin dai primi minuti di gioco la retroguardia difensiva è andata in difficoltà lasciando diversi spazi agli attaccanti felsinei, tra tutti Orsolini che ha siglato la rete del vantaggio rossoblu. Pressing alto Bologna e Roma che non riesce a costruire. Questo il copione del primo tempo conclusosi sul risultato di 1-2 in favore degli ospiti.

Nel secondo tempo il Bologna riesce anche a realizzare la terza rete con Musa Barrow, autore di una doppietta personale, complice un ennesimo svarione difensivo. Nel finale la rete di Mkhitaryan ha ridato speranze ai giallorossi che non sono riusciti ad arrivare al pareggio, impresa resa più difficile dal rosso mostrato a Cristante. Roma troppo brutta per essere vera, assente dal campo sia mentalmente che fisicamente. Anche in questa occasione non si è stati in grado di rimontare dopo essere andati in svantaggio (unica rimonta stagionale contro la Spal).

Roma-Bologna, l’analisi

DIFESA – Ciò che preoccupa maggiormente è la difesa. Smalling e Mancini irriconoscibili, il primo con un incertezza regala il pallone del vantaggio ad Orsolini, mentre l’ex atalantino non riesce a marcare stretto Barrow in occasione del terzo gol. Gli attaccanti del Bologna sono riusciti a tirare in porta con troppa facilità, una difesa quasi inesistente. Ci si interroga su quale sia il problema di questa squadra che non riesce più ad esprimere il proprio gioco.

Questione mentale o fisica??

Evidentemente la sconfitta contro il Sassuolo non era un semplice caso, ma a quanto pare questa squadra sembra essere orma in  seria crisi. Ora tocca a Fonseca ridare smalto e vigore ai suoi uomini.

ROMA-BOLOGNA, le formazioni ufficiali: Mhkitaryan a sorpresa, out Kluivert

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ROMARoma-Bologna, anticipo della 23° giornata, con i giallorossi che mirano a conquistare la vittoria contro i felsinei guidati da Sinisa Mihajovic. Il tecnico portoghese scioglie i dubbi affidandosi a Kolarov sulla sinistra, ma la novità è Mkhitaryan che prende il posto di Kluivert. A meno di un’ora dal calcio di inizio, fissato per la 20:45, ecco le scelte dei due allenatori.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez, Santon, Mancini, Smalling, Kolarov, Cristante, Veretout, Under, Mkhitaryan, Perotti, Dzeko.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski, Tomiyasu, Danilo, Bani, Denswil, Svanberg, Schouten, Orsolini, Soriano, Barrow, Palacio.

Hesgoal Roma-Bologna live: come vedere la gara in diretta streaming

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Roma-Bologna, anticipo della 23° giornata del massimo campionato di Serie A. I giallorossi all’Olimpico per tentare di dimenticare la disastrosa gara di sabato scorso contro il Sassuolo, Bologna che tenterà di mantenere lo stesso equilibrio che ha portato gli uomini di Sinisa Mihajlovic alle due vittorie consecutive in campionato (contro Spal e Brescia) prima di questa partita. Obiettivo assoluto della Roma, ottenere i 3 punti fondamentali per continuare il proprio cammino verso la qualificazione in Champions League. Ecco come vedere Roma-Bologna Hesgoal in diretta live streaming.



Hesgoal Roma-Bologna streaming gratis: come vederla in diretta live

Roma-Bologna sarà trasmessa in diretta live streaming attraverso i canali del colosso Sky, Sky Sport e Sky Sport Serie A. La gara sarà trasmessa in diretta live a partire dalle ore 20:45. In streaming si potrà vedere la partita attraverso l’app Skygo, gratis per tutti gli abbonati iscritti al colosso tv. No a Hesgoal o Rojadirecta, portali ormai oscurati nel nostro paese dalle autorità giudiziarie che, nel tempo, hanno sempre permesso di vedere tutto il calcio in diretta live streaming gratis.

Roma-Bologna, vincere per riscattarsi

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La Roma viene da un momento difficile. Tra infortuni e risultati negativi si è persa la solidità che aveva contraddistinto gli uomini di Fonseca negli ultimi mesi del 2019. Adesso bisogna cambiare marcia, a partire dal Bologna, avversario ostico per Dzeko e compagni. Roma che dovrà fare a meno dello squalificato Lorenzo Pellegrini. Ballottaggio aperto tra Perotti e Mkhitaryan per giocare sulla trequarti, mentre in difesa Kolarov si gioca il posto con Santon, con quest’ultimo che si sposterebbe sulla destra.

Il resto della squadra titolare sarà composto dagli stessi che sono scesi in campo a Reggio Emilia, ma questa volta Fonseca non perdonerà errori, si aspetterà una maggiore concentrazione in difesa ma anche sotto porta. Vincere stasera è quasi obbligatorio. Servono i 3 punti sia per il morale, ma anche per la classifica. Milan e Napoli sono in netta ripresa, l’Atalanta, momentaneamente appaiata ai giallorossi, sarà l’avversario più pericoloso.

Roma, Fenucci: “Pallotta vuole bene alla Roma ma forse è stanco”

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Claudio Fenucci, romanista verace, è stato uno dei protagonisti della prima Roma americana. Intervenuto ed intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha confrontato il suo rapporto con Pallotta e quello che adesso lo lega a Saputo. Non solo i presidenti perché all’interno di questa intervista c’è un ultima frase molto lusinghiera nei confronti di Daniele De Rossi.

LE PAROLE DI FENUCCI – “Non ho mai effettivamente perso la testa – ha detto Fenucci – ma sia con il Bologna che con la Roma ci sono stati dei momenti molto tesi. Lo scorso anno qui è stato parecchio difficile per fortuna poi ci siamo salvati; alla Roma, invece, i giorni successivi al derby di Coppa Italia sono stati i più intensi della mia esperienza. Pallotta? Un carattere diverso da quello di Saputo. Con Joe posso dire, senza problemi, rispettando i limiti dei nostri ruoli, che c’è un rapporto di amicizia con Pallotta è stato più difficile. Riguardo la cessione della Roma penso sia un po’ stanco. Roma è una piazza che ti logora e che pesa molto ma Pallotta ha voluto molto bene alla società e, credo, che avrebbe voluto aspettare la costruzione del nuovo stadio. Mihajlovic? Sapevamo che qualche offerta sarebbe arrivata dopo i sei mesi scorsi ma contavamo sui rapporti umani che si erano instaurati e abbiamo avuto ragione. De Rossi? E’ intelligente ed è una grande persona se vuole seguire le orme del padre e allenare i settori giovanili, lo aspettiamo a braccia aperte”.

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